Tuesday, February 13, 2018

Saipem 12000: Ecco quanto costa ad Eni la follia di Erdogan

Saipem 12000
Non solo crisi diplomatica, la mattana di Erdogan ha anche ripercussioni economiche importanti, come spiega l’articolo di Giusy Caretto...


Niente di nuovo sul fronte Orientale. Saipem 12000 è ancora bloccata al largo di Cipro. L’imbarcazione che per conto di Eni era diretta al blocco 3 della Zone Economica Esclusiva dell’isola è stata intimata a fermarsi dalla marina militare turca. L’equipaggio Eni ha “prudentemente eseguito gli ordini e rimarrà in posizione in attesa di un’evoluzione della situazione”, hanno spiegato dal Cane a sei zampe. Ma niente, da venerdì 10 febbraio, è cambiato.

AD ENI DANNO PER 600MILA DOLLARI AL GIORNO

Oltre ad una crisi diplomatica, il blocco della nave italiana ha un costo anche economico. Per Eni, infatti, ogni giorno di fermo vale 600mila dollari. Una cifra non proprio da ignorare.

LE REAZIONI DI ITALIA E GRECIA

Non solo danni economici. Sale anche la tensione tra i diversi Paesi. La Farnesina sta seguendo gli sviluppi “al più alto livello”, in raccordo con le ambasciate italiane a Nicosia e ad Ankara, ed è pronta a compiere “tutti i passi diplomatici possibili” per risolvere la questione, mentre secondo indiscrezioni di Repubblica (non confermate ufficialmente), la marina militare italiana avrebbe dirottato una fregata nella zona (notizia che tuttavia non trova conferma ufficiale) per seguire da vicino l’evoluzione della situazione.

Reazione dura da parte della Grecia. In un comunicato, Atene ha definitivo la mossa della Turchia “provocatoria” e ha invitato Ankara a “desistere da ulteriori azioni illegali e rispettare gli obblighi che derivano dal diritto internazionale”........http://energiaoltre.it/saipem-12000-quanto-costa-ad-eni-la-follia-erdogan/
 13/2/18
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16 comments :

  1. Cipro: Mogherini incontra il ministro degli Esteri turco...

    L'Alto rappresentante dell'Ue Federica Mogherini stamani ha incontrato il ministro degli Esteri turco Mevlut Casavoglu, a margine di un vertice in Kuwait, per parlare della situazione a Cipro, al largo delle cui acque la marina militare di Ankara blocca le trivellazioni della piattaforma Saipem 12000 dell'Eni. Lo ha annunciato il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas.

    "Seguiamo la situazione molto da vicino", ha spiegato Schinas, che ha ribadito l'invito alla Turchia ad evitare "frizioni" con i Paesi Ue e ad impegnarsi "a una soluzione pacifica delle dispute, a buoni rapporti di vicinato e a rispettare la sovranità" degli Stati. Inoltre, il portavoce ha sollecitato la Turchia ad evitare "dichiarazioni negative che possono danneggiare buone relazioni di vicinato, specialmente in vista del vertice" della Turchia con le istituzioni Ue a Varna.

    L'Alto rappresentante ha sollevato la questione di Cipro nel suo incontro col ministro turco, dopo aver avuto vari contatti, incluso col premier Paolo Gentiloni ed il ministro degli Esteri Angelino Alfano. Si apprende da fonti europee.
    ansa.it

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  2. Il gruppo della Sinistra Unitaria Europea Gue/Ngl al Parlamento europeo definisce il blocco imposto dalla Turchia alle trivellazioni della piattaforma Saipem 12000 dell'Eni al largo di Cipro, una violazione dell'integrità territoriale dell'Ue". Il gruppo "esorta la comunità internazionale, e in particolare l'Onu e l'Ue, a prendere misure decisive contro Ankara e a porre fine alla sua azione illegale che continua ad alimentare la tensione nella delicata regione del Mediterraneo orientale".

    Secondo Gue/Ngl "l'ultima violazione da parte della Turchia riafferma la nostra convinzione che il modo più efficace con cui la Repubblica di Cipro esercita i suoi diritti sovrani sulle risorse naturali all'interno della sua Eez (la Zona economica esclusiva, ndr) è trovare una soluzione al problema di Cipro".
    (ANSA)

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  3. L'Italia auspica una "soluzione condivisa, nel rispetto del diritto internazionale e nell'interesse sia dell'Eni, sia dei Paesi dell'area, sia delle due comunità cipriote". Lo ha detto il ministro degli esteri Alfano incontrando il collega turco Cavusoglu, dopo le nuove tensioni tra Grecia e Turchia nel Mar Egeo. I due ministri hanno concordato sulla necessità di tenere conto dei rispettivi interessi nazionali e delle preoccupazioni dei due governi. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-978013d5-0b39-4da4-adcf-26fdab974648.html

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  4. Cipro, Tajani: auspico che la Turchia faccia marcia indietro...

    "Ci auguriamo che la Turchia faccia presto marcia indietro". E' l'auspicio del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, dopo il blocco di una piattaforma navale dell'Eni da parte della Marina di Ankara.

    "Questa mattina ho parlato con il presidente cipriota" Nicos "Anastasiades e gli ho espresso la mia solidarietà - ha detto Tajani, a margine di un incontro con gli studenti della Johns Hopkins University a Bologna -. Il messaggio che inviamo ad Erdogan ed Ankara è di rispettare il diritto internazionale. Non è così che ci si avvicina all'Unione europea, anzi, ci si allontana dall'Europa".

    "Ostruzionismo e tentativi di conculcare la libertà anche di chi naviga - ha aggiunto il presidente - certamente non sono segnali positivi. Ci auguriamo che la Turchia faccia presto marcia indietro".
    it.notizie.yahoo.com

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  5. Pirateria Turca: Erdogan ride e si fa beffe dell’Europa

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  6. Nave Eni, il ricatto di Erdogan costa mezzo milione al giorno...

    La nave Saipem 12000, capace di perforare fondali marini da 4mila metri con scarti di soli 25 centimetri, è un gioiellino invidiatoci da tutte le grandi compagnie petrolifere. Ma i gioiellini costano. E questo spiegano all'Eni divora dai 500mila ai 600mila dollari al giorno. Così lo scherzetto del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che sabato ha mandato una fregata a bloccare la nave da ricerca al largo di Cipro, è già costato all'Eni oltre due milioni di euro. E altri ne andranno in fumo visto che le diplomazie non sembrano esattamente in frenetica attività.....http://www.ilgiornale.it/news/politica/nave-eni-ricatto-erdogan-costa-mezzo-milione-giorno-1494263.html

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  7. L'Italia sta cercando "una soluzione condivisa" con la Turchia per la nave trivellatrice Saipem 12000, bloccata al largo di Cipro da unità militari turche, e spera di trovarla "in tempi brevi", spiega a Bruxelles il ministro della Difesa Roberta Pinotti, a margine della ministeriale Nato.
    adnkronos.com
    14/2/18

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  8. Cipro punta sull'”intensa attività diplomatica” portata avanti dall’Unione europea per mettere fine al blocco della piattaforma di trivellamento Eni che deve iniziare le operazioni di trivellazione su licenza del governo di Nicosia. “C’è un’intensa attività diplomatica dietro le quinte, con gli Stati europei che stanno guidando tale sforzo, e ci aspettiamo di vedere oggi l’esito di tale iniziativa”, ha detto il portavoce del governo cipriota, Nicos Christoulides, alla radio di Stato. “Sono state intraprese azioni molto mirate, che non possono essere rese pubbliche per non minare tali sforzi – ha aggiunto – tuttavia, le iniziative sono portate avanti a vari livelli, non solo a livello diplomatico. Credo che le prossime 24 ore saranno decisive”. Christoulides ha quindi aggiunto che il governo ha ricevuto chiamate rassicuranti da parte di altre aziende energetiche attive nella Zona economica esclusiva di Cipro: “Hanno espresso la loro fiducia nella Zona economica esclusiva e procederanno normalmente, senza essere influenzate in alcun modo da ciò che sta accadendo in questo momento”. “La cosa più importante ora è che la nave raggiunga la propria destinazione e inizi le perforazioni”, ha proseguito il portavoce, che dal 1 marzo assumerà la carica di ministro degli Esteri.
    askanews.it
    14/2/18

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  9. La Turchia tiene in ostaggio L’ENI. Roma che dice?...

    Come abbiamo scritto più volte su questo giornale, la Turchia non può far parte dell’Unione Europea. Non sotto la guida del presidente Recep Tayyip Erdogan, le cui prove muscolari sono fonte continua d’imbarazzo e destabilizzazione a livello mondiale. Stavolta il suo governo ha preso di mira l’Italia, a pochi giorni dai salamelecchi andati in scena a Roma e al Vaticano agli inizi di febbraio, dove Erdogan si era recato con tante buone intenzioni. Ma la visita che avrebbe voluto rilanciare il dialogo per l’ingresso turco in Europa, rischia invece di degenerare in un contenzioso internazionale dopo l’episodio che siamo a descrivere. Anche se per il momento il governo di Roma tace, urge una presa di posizione ufficiale.

    Ancora oggi 14 febbraio, infatti, non si sblocca il giallo del Mediterraneo che coinvolge l’italiana ENI e la Marina militare turca. Da venerdì 9 febbraio, infatti, la Saipem 12000, una nave da perforazione noleggiata dal colosso petrolifero italiano, resta bloccata al largo di Cipro senza possibilità di raggiungere l’area prevista per le trivellazioni esplorative, come concordato con il governo cipriota. La piattaforma e l’equipaggio sono de facto ostaggi della Turchia, che non riconosce il diritto della parte europea di Cipro a concedere licenze a compagnie petrolifere in un’area che Ankara considera acque territoriali turche.

    «La sola cosa che i greco-ciprioti possono fare è smetterla con le azioni unilaterali nel Mediterraneo orientale» ha tuonato il ministro degli Esteri turco Mevlut Çavusoglu, in riferimento alla querelle internazionale sull’indipendenza di Cipro......https://appelloalpopolo.it/?p=38938
    15/2/18

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  10. Cipro: ministro autoproclamata Repubblica turca del nord, "non saranno permesse attività unilaterali su idrocarburi"...

    All'amministrazione greco cipriota non sarà permesso di proseguire con le "attività unilaterali" per quanto riguarda l'esplorazione di idrocarburi nel Mediterraneo orientale. Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri dell'autoproclamata Repubblica turca di Cipro del nord, come riportato dall'agenzia "Anadolu". In una dichiarazione scritta, il rappresentante turco cipriota Kudret Ozersay ha sottolineato come prima di procedere con le esplorazioni di idrocarburi sia necessario siglare un accordo tra le due comunità di Cipro. "E' ingiusto e inaccettabile", ha detto Ozersay, in riferimento alla situazione in cui "solamente i greco ciprioti" traggano beneficio dallo sfruttamento delle risorse energetiche dell'isola. Le dichiarazioni arrivano mentre la Nave Saipem 12000, noleggiata dall'Eni per procedere con le esplorazioni nell'area come concordato con il governo di Nicosia sulla base delle licenze ottenute, rimane bloccata nella Zee cipriota dopo l'intervento della Marina militare turca.
    agenzianova.com
    19/2/18

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  11. Claudio Descalzi, amministratore delegato di ENI, ha detto che Italia, Europa, Francia, Cipro e Turchia stanno discutendo la questione, che non è comunque sotto il loro «controllo». Negli ultimi giorni è intervenuta anche Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, invitando la Turchia a «evitare frizioni»; il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, ha detto a sua volta di essere impegnato nel risolvere diplomaticamente la vicenda per raggiungere «una soluzione condivisa».

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  12. Cipro, quel tesoro in fondo all’Egeo che minaccia l’egemonia di Erdogan.....http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2018/02/19/news/cipro_quel_tesoro_in_fondo_allegeo_che_minaccia_legemonia_di_erdogan-189202907/

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  13. La Turchia estende il blocco della nave Eni sino al 10 marzo...

    La Saipem 12000 è bloccata dal 9 febbraio scorso al largo delle acque della parte orientale di Cipro dalla Marina turca

    Ancora due settimane di passione per la nave di perforazione dell’Eni, Saipem 12000, bloccata dal 9 febbraio scorso al largo delle acque della parte orientale di Cipro dalla Marina turca, ufficialmente impegnata in una esercitazione. Il governo di Ankara ha fatto sapere che ha rimandato la scadenza dell’avviso delle sue attività militari, che doveva scadere fra due giorni, al 10 marzo.
    lastampa.it

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  14. Piattaforma Eni, esteso il blocco navale di Ankara...

    Si complica ulteriormente la situazione nelle acque di Cipro, dove navi da guerra inviate dalla Turchia impediscono dallo scorso 9 febbraio a una piattaforma mobile dell'Eni di raggiungere un punto all'interno della Zona economica esclusiva cipriota dove doveva svolgere attività di perforazione alla ricerca di gas naturale.

    Ankara ha infatti annunciato l'estensione fino al 10 marzo del blocco navale che avrebbe dovuto concludersi domani, giustificandolo come già in precedenza con lo svolgimento in quell'area (che a norma di diritto internazionale appartiene alla Repubblica di Cipro, Stato sovrano che è anche membro dell'Unione Europea) di manovre militari.

    La stampa cipriota evidenzia che questa decisione della Turchia porterà come inevitabile conseguenza un ulteriore grave danno economico per l'Eni, che perde ogni giorno 600mila dollari per il mancato impiego della piattaforma Saipem 12000.

    Nicosia accusa esplicitamente Ankara di utilizzare queste manovre come un pretesto per ostacolare l'attività estrattiva del gas nelle sue acque. Erdogan, infatti, punta a mettere le mani sui ricchi giacimenti al largo di Cipro sostenendo che la comunità turca è (sic) «comproprietaria dell'isola»...

    Ieri sera il governo cipriota si è riunito d'urgenza per valutare il da farsi, dopo che il presidente Anastasiades aveva telefonato al principale alleato di Nicosia, il leader greco Tsipras. Ma è chiaro che nessuno vuol rischiare di riaccendere il pericoloso conflitto greco-turco a Cipro. E Erdogan naturalmente ci conta.
    ilgiornale.it
    21/2/18

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  15. Cipro, Descalzi conferma l’impegno di Eni e la diplomazia va avanti...

    “Noi non ci ritiriamo”. Così il numero uno di Eni Claudio Descalzi, dopo che la Turchia ha reso noto di aver rinviato la scadenza dell’avviso delle sue attività militari al 10 marzo, interviene per fare chiarezza sulla situazione che si è venuta a creare nel Mediterraneo orientale.
    http://formiche.net/

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    1. Cipro, Eni non si ritira causa stallo nave con Turchia, sarà spostata...

      L’ad di Eni Claudio Descalzi fa il punto sul blocco subito dalla nave di perforazione della compagnia, Saipem 12000, fermata dalla Marina turca (impegnata in un’esercitazione) dal 9 febbraio scorso al largo di Cipro. La Turchia ha reso noto di aver rinviato la scadenza dell’avviso delle sue attivita’ militari al 10 marzo.

      Dipende ora dalle decisioni che verranno prese da Cipro Nord e Cipro Sud
      “Non ci ritiriamo”, dice Descalzi, “siamo abituati ad avere possibili contenziosi. Dipende ora dalle decisioni che verranno prese da Cipro Nord e Cipro Sud. Abbiamo dei permessi che durano moltissimi anni. Se ci sono degli stalli si ferma l’orologio ma non siamo andati via dalla Libia o da altri paesi dove c’erano delle situazioni complesse- aggiunge- quindi questa e’ l’ultima delle preoccupazioni, siamo tutti molto tranquilli e sereni”.

      La conseguenza e’ che dovevamo fare questo pozzo e stiamo aspettando
      Sulle conseguenze del blocco, Descalzi, intervenuto a margine di un evento al centro Eni di Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, e’ chiaro. “La conseguenza e’ che dovevamo fare questo pozzo e stiamo aspettando”, dice Descalzi. “È chiaro che siccome dopo questo pozzo dovevamo andare in un altro paese- fa sapere il numero uno di Eni- e’ molto probabile che in questi giorni dobbiamo per necessita’ spostarci nella location che doveva seguire questa perforazione (Marocco, ndr)”. Poi, conclude Descalzi “torneremo in attesa che la diplomazia internazionale, europea, turca, greca e cipriota trovi una soluzione”.
      dire.it

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